TURCHIA Roncalli a Istanbul: un libro ricorda la sua amicizia per la Turchia

«Mons. Roncalli – ha dichiarato il dott. Marmara – sapeva molto bene che non avrebbe avuto alcun ruolo rappresentativo in Turchia al di fuori della sua missione spirituale e pastorale. Tuttavia in ogni circostanza seppe manifestare la sua presenza e riuscì ad esprimere la sua stima e la sua gratitudine alle autorità civili. Questo gli valse una sincera ammirazione nelle alte sfere del ministro degli Affari esteri.» Era un’amicizia che Roncalli coltivava non come un sentimento di circostanza dovuto alla sua permanenza in Turchia, quanto piuttosto come desiderio di realizzare concretamente quella fratellanza universale, voluta da Gesù stesso, con quella umiltà e discrezione propria che lo caratterizzerà per tutta la vita. E tutto ciò nel più esemplare rispetto della realtà turca, tanto da comprendere l’importanza di studiare la lingua del Paese nel quale svolgeva il suo apostolato per poter comunicare, essere integrato, conoscere la mentalità e l’anima della gente che lo ospitava; e con questo stesso spirito, con attenzione e perseveranza cominciò lo studio della lingua turca e la introdusse nelle preghiere. ...
Sono state ricordate le parole pronunciate il 28 maggio 1944: “Gesù è venuto per abbattere queste barriere; egli è morto per proclamare la fraternità universale; il punto centrale del suo insegnamento è la carità, cioè l’amore che lega tutti gli uomini a lui come primo dei fratelli, e lega lui con noi al Padre. So bene che subito mi si levano innanzi difficoltà d’ambiente che possono contrastare a questa libera espansione dell’anima di ogni fedele nella comunicazione della verità e della grazia dei propri fratelli. Ma voi sapete bene che c’è tutta un’infinità di rapporti innumerevoli e di contatti che permettono molteplici possibilità di trasmettere il messaggio divino”. 
Marmara Rinaldo, Giovanni XXIII amico dei turchi, Jaca Book, Milano 2013.


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